Collection: MICHEL OZ - FLOWER POWER

FLOWER POWER

Michel Oz

A cura di Carlo Ciuffo
ContArt Gallery

Venezia | 1–15 agosto 2026
ContArt Gallery – Campo Rialto Novo 544

Roma | 17–30 settembre 2026
ContArt Gallery – Via dei Gracchi 18

Con FLOWER POWER, Michel Oz costruisce una riflessione sulla bellezza come atto di resistenza, sottraendola alla dimensione rassicurante della contemplazione e restituendola alla materia viva e conflittuale della città cosi com'è.

Il fiore, elemento ricorrente nella ricerca dell’artista, non appare come semplice soggetto iconografico, ma come una presenza che si confronta con il contesto urbano, con la sua stratificazione, le sue lacerazioni e i segni di un consumo incessante e tangibile. Manifesti strappati, frammenti cartacei, colori consumati e tracce del tempo diventano il campo d’azione sul quale l’immagine floreale prende forma.

È in questo cortocircuito tra fragilità e materia che si definisce la poetica artistica di Michel Oz.  Il fiore sembra appropriarsi della superficie, penetrarla e trasformarla. L’immagine non si limita dunque a sovrapporsi alla materia, ma instaura con essa una relazione quasi fisica e soprattutto simbolica.

Michel Oz lavora sul confine tra ciò che è destinato a essere guardato e ciò che nasce per essere consumato. La strada, con la sua comunicazione effimera e continuamente sostituibile, diventa così un archivio visivo molto vario, nel quale l’artista individua nuove possibilità di permanenza. Ciò che normalmente viene percepito come deterioramento — uno strappo, una sovrapposizione, una superficie consumata — assume una nuova funzione estetica e narrativa.

Il gesto artistico opera quindi una trasformazione: la materia urbana, segnata dall'usura e dall'abbandono, viene ricomposta attraverso la presenza del fiore. 

In questa prospettiva, in FLOWER POWER, il fiore diventa metafora di una presenza fragile solo in apparenza, capace di attraversare la materia, di affermarsi nel caos e di conquistare uno spazio proprio.

La forza delle opere di Michel Oz risiede proprio in questa ambivalenza: ciò che appare delicato contiene una forma di energia, mentre ciò che appare violento e consumato diventa il supporto necessario affinché quella delicatezza possa manifestarsi.

La bellezza, nell’universo di Michel Oz, non è dunque separata dalla realtà urbana né si offre come sua alternativa. La bellezza attraversa la strada, ne assume le ferite e, come un fiore capace di rompere l’asfalto, trova proprio nella materia che la circonda la forza per emergere.

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