
TRACCE DI FUTURO – La resistenza silenziosa della materia
Tracce di Futuro è una mostra bipersonale di Michel Oz e Titti Faranda ospitata da ContArt Gallery, in Via dei Gracchi 18 a Roma, dal 20 al 31 dicembre 2025, con vernissage sabato 20 dicembre alle ore 18:00, a cura di Carlo Ciuffo e Lucrezia Febo.
Il progetto nasce dall’incontro tra due ricerche autonome ma profondamente dialoganti, unite da uno sguardo critico sul presente e da una riflessione condivisa sulla società contemporanea.
La mostra mette in relazione pratiche diverse che trovano nella materia urbana e residuale un luogo di sedimentazione delle storie collettive e delle tensioni sociali.
Michel Oz, artista italo-argentino, lavora sul linguaggio urbano e sul collage utilizzando materiali prelevati dai muri delle città, come manifesti strappati e slogan consumati dal tempo.
Le sue opere sono superfici stratificate in cui il gesto artistico diventa atto di rigenerazione e riscrittura del reale.
Elementi del progetto Paredes portano nello spazio espositivo la vitalità e le contraddizioni della città, trasformando la cartellonistica urbana in memoria e racconto.
Il suo lavoro si muove tra cultura pop, spiritualità laica e impegno sociale, restituendo immagini aperte e mai definitive.
Titti Faranda lavora con materiali di recupero come plastica, metallo, tessuti e frammenti industriali, riflettendo sul valore dell’oggetto e sulla memoria.
La sua pratica si fonda su un processo di ri-significazione dello scarto attraverso gesti di cura e ricomposizione.
L’artista restituisce dignità a materiali segnati dal tempo, affidando al silenzio della materia una riflessione sul sociale.
La sua ricerca unisce attenzione ecologica e sensibilità concettuale ed è stata presentata in rassegne e interventi di arte pubblica.
Nel dialogo tra le opere dei due artisti, la materia diventa racconto del presente e traccia di futuro.
Da un lato emerge una resistenza visiva e urbana, dall’altro una resistenza silenziosa e intima.
Entrambi gli artisti, già presenti ad Arte in Nuvola, confermano la solidità delle loro ricerche nel panorama contemporaneo.
La mostra invita il visitatore a sostare e osservare i segni del quotidiano come un archivio artistico e sociale.
Ogni frammento diventa così occasione di riflessione e possibilità di immaginare un futuro ancora aperto.

