Collection: Tommaso Maresca
La poetica dei mostri
La pittura di Tommaso Maresca nasce dall'esigenza di dare forma visibile a ciò che spesso rimane nascosto: inquietudini, fragilità e contraddizioni dell'essere umano. Nato ad Assisi nel 1992, vive e lavora in Umbria, sviluppando una ricerca pittorica istintiva e viscerale, lontana dai canoni accademici e profondamente influenzata dalla cultura della street art.
Al centro del suo universo creativo abitano figure deformi, grottesche e totemiche, presenze sospese tra sogno e realtà. Sono i suoi mostri, non creature fantastiche, ma rappresentazioni dell'umano quando si spoglia delle convenzioni e delle maschere sociali. Attraverso corpi vulnerabili e anatomie alterate, l'artista indaga il disagio dell'apparire, la difficoltà di aderire a un ruolo e il bisogno di riconoscersi nella propria autenticità.
La sua esperienza come educatore all'interno di comunità psichiatriche alimenta uno sguardo sensibile verso la fragilità, l'emarginazione e la diversità, restituendo alle sue opere un'umanità priva di filtri e pietismi.
L'utilizzo di materiali semplici e non convenzionali, come acrilici, acquerelli e marker, riflette una precisa scelta estetica ed etica: l'arte come gesto libero, immediato e accessibile. Il suo linguaggio assimila suggestioni che spaziano da Chagall a Miró, da van Gogh a Pollock, fino alle atmosfere metafisiche di de Chirico, rielaborandole in un immaginario personale.
Nelle sue opere il grottesco incontra la tenerezza, la crudezza si trasforma in poesia e l'inquietudine diventa racconto universale. La poetica dei mostri è così una poetica dell'umano: un invito a riconoscere, nelle nostre imperfezioni, una forma autentica di bellezza e appartenenza.