Collezione: Solitudine condivisa: Tra sé e l’altro

Mostra Collettiva Emergente: Solitudine condivisa: Tra sé e l’altro
28 marzo – 12 aprile 2026

Contart Gallery - Via dei Gracchi 18, Roma

A cura di Facundo Cagnetta

La mostra Solitudine condivisa: Tra sé e l’altro riunisce tre pratiche emergenti che, attraverso linguaggi differenti, condividono una medesima urgenza: indagare l’identità come condizione instabile, frammentata e profondamente relazionale.

Nelle opere in mostra, il corpo non si presenta mai come unità compiuta, ma come luogo di trasformazione. Si divide, si moltiplica, si allontana da sé stesso o dall’altro, restituendo un’immagine dell’individuo contemporaneo come entità plurale, costruita nel rapporto e al tempo stesso messa in crisi da esso.

La ricerca di ErProsit (Michele Santini) interviene direttamente sulla materia del corpo: attraverso calchi e riproduzioni seriali, la figura si frammenta e si moltiplica, generando identità plurali. La ripetizione diventa così strumento per esplorare tensioni e contraddizioni interne all’individuo.

Su un piano relazionale si sviluppa invece la pittura di Eleonora Ricciardo, che mette in scena il legame come struttura ambigua. Le sue figure, spesso organizzate in coppie, sono costruite attraverso geometrie che uniscono e separano simultaneamente, dando forma a relazioni sospese tra attrazione e distanza.

Ludovica Andrea Brunetti indaga infine l’identità come instabilità percettiva: le sue figure si sdoppiano, si dissolvono e si confondono con lo spazio pittorico, oscillando tra presenza e assenza. In questo contesto, la coppia emerge talvolta come unità apparente, inscritta in un equilibrio fragile tra solitudine e relazione.

Le opere delineano così un paesaggio umano attraversato da tensioni: tra vicinanza e distanza, tra unità e dispersione, tra il desiderio di connessione e la difficoltà di definirsi come soggetto unico.

In questa prospettiva, la solitudine non si configura come semplice assenza, ma come spazio inevitabile di confronto con la propria molteplicità. Solitudine condivisa invita il pubblico a interrogarsi su quanto dell’identità dipenda dall’altro, e su ciò che resta quando questa relazione si incrina o viene meno.

Solitudine condivisa: Tra sé e l’altro

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