Collezione: Emanuele Buffo - Contart Gallery Venezia
In occasione del programma espositivo promosso da ContArt Gallery presso la Fondazione Marta Czok a Venezia, dal 15 luglio al 15 novembre 2026, Emanuele Buffo presenta una ricerca che si inserisce nel dialogo internazionale promosso dalla collaborazione tra ContArt Gallery e Hasta la Raíz (Buenos Aires e Balneário Camboriú). La sua pratica si distingue per una riflessione sul carattere instabile del simbolo e sulla natura aperta dell'immagine, contribuendo a un percorso curatoriale che mette in relazione poetiche contemporanee accomunate dalla capacità di interrogare i processi di costruzione del significato.
La ricerca di Buffo si sviluppa attraverso un linguaggio visivo costruito su frammenti, ripetizioni, cancellazioni e slittamenti iconografici che mettono in discussione ogni possibilità di interpretazione definitiva. Le sue opere abitano uno spazio liminale in cui categorie apparentemente inconciliabili — sacro e profano, presenza e assenza, origine e trasformazione — cessano di essere opposti per rivelarsi come dimensioni complementari di una stessa esperienza.
Figure ricorrenti come la tortora sospesa, la rosa, oggetti decontestualizzati e alimenti archetipici diventano nuclei simbolici aperti, capaci di attraversare memoria, immaginario e vissuto senza esaurirsi in una lettura univoca. In particolare, la rosa assume il valore di una forma in continua ridefinizione, attraversata da significati che oscillano tra sacrificio e rinascita, perdita e rivelazione, trasformandosi in un emblema della continua metamorfosi del senso.
Un elemento centrale della sua pratica è il segno pittorico, spesso interrotto, sovrapposto o cancellato. Più che definire il simbolo, il gesto ne evidenzia la complessità e la vulnerabilità, facendo dell'opera un dispositivo di ricerca in cui il significato rimane costantemente aperto. Anche gli elementi più ordinari vengono trasfigurati, assumendo il carattere di frammenti di una cosmogonia incompiuta, tracce di un'origine che continua ad affiorare senza mai manifestarsi pienamente.
La poetica di Buffo si fonda sull'idea che nessuna immagine possa considerarsi conclusa. Ogni opera è una soglia, ogni simbolo una struttura dinamica, ogni interpretazione una possibilità destinata a trasformarsi nel tempo. In questo processo, l'osservatore è chiamato a partecipare attivamente alla costruzione del significato, attraversando uno spazio di incertezza in cui il dubbio diventa condizione generativa della conoscenza.
Inserita nel programma espositivo di ContArt Gallery durante la Biennale di Venezia 2026, la ricerca di Emanuele Buffo dialoga con una piattaforma curatoriale orientata alla valorizzazione delle pratiche artistiche contemporanee più significative. Il suo lavoro contribuisce ad ampliare il confronto tra linguaggi e culture differenti, offrendo una riflessione sulla forza del simbolo come organismo vivente, in continua ridefinizione, e sulla capacità dell'arte di mantenere aperto il rapporto tra memoria, immaginazione e trasformazione.
