In occasione del programma espositivo promosso da ContArt Gallery presso la Fondazione Marta Czok a Venezia, dal 15 luglio al 15 novembre 2026, Simona Rotasso presenta una ricerca pittorica che si inserisce pienamente nel dialogo internazionale promosso dal progetto curatoriale. La sua pratica offre una riflessione intima e universale sul rapporto tra memoria, percezione ed esperienza emotiva, contribuendo al confronto tra linguaggi e sensibilità differenti che caratterizza l'iniziativa sviluppata in collaborazione con Hasta la Raíz (Buenos Aires e Balneário Camboriú).
La ricerca figurativa dell'artista si fonda sull'osservazione diretta e sull'impiego della pittura a olio in una dimensione fortemente materica. Attraverso questo linguaggio, Rotasso trasforma oggetti e situazioni della quotidianità in dispositivi di riflessione, capaci di oltrepassare la loro funzione descrittiva per diventare strumenti di indagine sulla memoria e sulla condizione umana.
Sedie, tazze, teiere e altri elementi domestici emergono sulla superficie pittorica come presenze essenziali, isolate dal contesto narrativo e sospese in uno spazio rarefatto. Privati di riferimenti temporali e ambientali precisi, questi oggetti assumono una valenza simbolica, diventando tracce di una dimensione interiore in cui memoria individuale e percezione collettiva si incontrano.
Nelle opere dedicate alle sedie, l'oggetto appare come un corpo solitario che fluttua nello spazio, evocando condizioni di attesa, distanza e incomunicabilità. La sedia vuota diviene metafora dell'assenza, ma anche luogo potenziale della presenza: un'immagine che suggerisce una riflessione sulla fragilità delle relazioni e sulla condizione contemporanea dell'individuo.
Diversamente, nelle nature morte l'artista costruisce atmosfere di intimità e raccoglimento. Una moka, una teiera o alcuni frutti maturi si dispongono su superfici morbide e avvolgenti, dando forma a una dimensione domestica che custodisce il valore del rito quotidiano e della condivisione. In queste composizioni lo spazio non separa, ma accoglie; non genera distanza, bensì diventa luogo di permanenza, memoria e riconoscimento.
La pittura di Simona Rotasso si distingue per la capacità di attribuire una nuova intensità poetica agli oggetti ordinari. Attraverso una costruzione essenziale dell'immagine e una materia pittorica densa e vibrante, l'artista invita l'osservatore a soffermarsi su ciò che normalmente sfugge allo sguardo: le tracce emotive sedimentate nelle cose, i significati nascosti nelle forme più familiari e la sottile relazione che lega il visibile all'esperienza interiore.
La sua presenza all'interno del programma espositivo di ContArt Gallery contribuisce ad arricchire un percorso curatoriale che pone al centro la qualità della ricerca artistica, il dialogo tra poetiche contemporanee e la costruzione di una mostra come spazio di confronto, sperimentazione e crescita professionale. In questo contesto internazionale, la pratica di Rotasso si distingue per la capacità di trasformare il quotidiano in esperienza universale, offrendo al pubblico uno sguardo sensibile e profondamente umano sulla memoria, sull'assenza e sulla possibilità di ritrovare, nelle cose più semplici, un luogo di appartenenza.